Criptovalute

I tweet di Trump su Libra

13 Luglio 2019 0

Con due recenti tweet dello scorso 11 luglio Donald Trump ha chiaramente espresso la sua diffidenza verso le criptovalute, e in particolare verso i Bitcoin e Libra. Evidentemente convinto anche da suggeritori bancari, il Presidente USA con i sui messaggi ci dà l’occasione di dipanare alcuni fraintendimenti comuni che inquinano il dibattito.

Analizziamo il primo tweeet.

“I am not a fan of Bitcoin and other Cryptocurrencies, which are not money, and whose value is highly volatile and based on thin air. Unregulated Crypto Assets can facilitate unlawful behavior, including drug trade and other illegal activity….”

Innanzi tutto, che le criptovalute non siano denaro è tutto da vedere. Se accettiamo la comune definizione di denaro (mezzo di scambio, misura e riserva di valore), allora i Bitcoin sono senza dubbio denaro. Un denaro poco efficiente in effetti, stante la sua volatilità, ma ciò non muta la sua natura. Su questo punto ci sarebbe molto da dire e rinvio ad un mio breve contributo Le criptovalute sono denaro?

Trump prosegue sottolineando che le criptovalute sono basate sul nulla. E qui bisogna dargli ragione. Il valore intrinseco dei bitcoin risiede solo nella loro scarsità, e null’altro. Prima dei bitcoin il mondo digitale non conosceva il concetto di scarsità, tutto era riproducibile all’infinito senza distinzione tra copia ed originale. I Bitcoin pongono per la prima volta fine a tutto questo. In un certo senso essi sono asset che circolano liberamente su internet senza perdere la loro unicità e individualità. Ciò tuttavia è una caratteristica propria anche delle normali monete e banconote la cui scarsità ne determina il valore. La differenza con il denaro è semmai sul criterio di emissione: mentre il denaro espresso in valute legali costituisce un debito dello stato che le emette, i Bitcoin non rappresentano un debito e non sono emessi per finanziare la spesa pubblica. Al contrario, sono emessi a fronte di un consumo di risorse pubbliche (il mining). A mio avviso per questa ragione i Bitcoin forse in un futuro saranno archeologia digitale, manterranno valore solo per i collezionisti e si limiteranno a svolgere una funzione di riserva di valore, niente più.

Quanto la rischio che le criptovalute possano facilitare commerci illeciti (chiusura del tweet presidenziale), mi pare argomento di poco valore. Ogni volta che appare una nuova invenzione si sentono i pianti ed alti lai di frange di conservatori che ne paventano gli effetti pericolosi o addirittura catastrofici. È successo dalla polvere da sparo alle videocassette VHS, passando per il telescopio!

E veniamo al secondo tweet.

“…Similarly, Facebook Libra’s ‘virtual currency’ will have little standing or dependability. If Facebook and other companies want to become a bank, they must seek a new Banking Charter and become subject to all Banking Regulations, just like other Banks, both National…”

Qui il Presidente Trump mostra un po’ di debolezza. Paura direi. Se davvero Libra non sarà stabile o affidabile, perché preoccuparsi? Ma soprattutto, Libra è full baked da un paniere composto da un pool di valute nazionali e titoli di stato a breve termine, per lo più denaro e titoli targati USA. L’affidabilità di Libra sarà quindi garantita dall’affidabilità del dollaro, e non solo. Libra, almeno sulla carta e ammesso che tecnicamente funzioni, è necessariamente ancora più affidabile del dollaro, proprio perché diversifica il rischio su molte valute nazionali. Libra, invero, si candida a diventare una vera e propria valuta del commercio internazionale soppiantando definitivamente il dollaro (rinvio per un approfondimento al mio «Libra: cosa sta accadendo davvero?»); è questo ciò che teme Trump e la sua amministrazione? (A tale riguardo non sorprende che nel successivo tweet Trump scivoli sulle sue insicurezze ribadendo ciò che, se fosse indiscutibile, non avrebbe bisogno di essere riaffermato: «We have only one real currency in the USA, and it is stronger than ever, both dependable and reliable. It is by far the most dominant currency anywhere in the World, and it will always stay that way. It is called the United States Dollar!»).

Trump, infine, scrive che se Facebook vuole diventare una banca, modifichi il proprio statuto e si sottometta alle leggi e ai controlli del comparto bancario. Frase ad effetto, ma che non significa nulla. Innanzi tutto, Libra non è gestita da Facebook, ma dalla Libra Association di cui Facebook fa parte indirettamente attraverso la partecipata Calibra assieme ad altri 27 soggetti. Infine, l’assoggettamento alle leggi e regolamenti a presidio dell’attività bancaria non è volontario. Se Facebook già oggi svolgesse attività bancaria senza le dovute autorizzazioni e i dovuti requisiti sarebbe fuori legge, sia con il tweet di Trump sia senza.